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CM Punk incontra Mike Quackenbush
Il match della settimana
Questo è un altro florido esempio di un tipo di post che non trova spazio da altre parti. Ovvero quei match che sono buoni, o storicamente significativi, ma che non sono così eccelsi da meritare uno spazio a sè o che non rientrano in un progetto specifico. Certo magari sulla Chikara qualcosa si potrà fare, ma difficile racconterò match per match.
Il 2002 è stato un anno magico. Quando nel 2001 chiude la ECW i nomi che erano legati a questa realtà iniziano ad andare in giro per la scena indipendente facendo fare il salto in avanti a tantissimi wrestler. Di molti di questi aspetti ne sto parlando mensilmente sui vari social nel momento in cui sto raccontando la storia della ROH e dei nomi coinvolti.
In questo contesto ci sono due fazioni che sembrano non ricevere la giusta considerazione rispetto ai nomi Californiani e del progetto di Gabe Sapolsky e Rob Feinstein. Ovvero il Midwest e i veterani della scena indipendente.
Per differenti ragioni la IWA-MS riceve molta meno considerazione di quanto merirerebbe. Un’intera generazione di wrestler del Midwest/Southern ha avuto la prima esposizione proprio grazie a Ian Rotten. Persona altamente discutibile ma che aveva occhio per i talenti. Non avremmo avuto Seth Rollins, Mustafa Ali, Necro Butcher e per rimanere nel tema di oggi Chris Hero, CM Punk e Colt Cabana.
Tramite i suoi accordi distributivi e la notorietà legata al suo leader, poteva dare uno showcase enorme.
Nel 2001 due giovani si iniziano a far notere. Uno è Hero che era già un nome solido nella realtà nonostante l’età, l’altro è invece Punk che tramite questa esperienza riceve booking nella zona di Philadelphia.
Da metà anni ‘90 la scena indipendente è in fase di sviluppo e per la prima volta le influenze giapponesi e messicane entrano prepotentemente a sviluppare lo stile statunitense. Sean Waltman, Sabu o Jerry Lynn sono tra i rivoluzionari di inizio decade.
Quello che accade è che per vari motivi alcuni nomi sono tagliati fuori dalle realtà maggiori. O perché bassi, o perché fuori forma, oppure perché non venivano da delle scuole ammanicate con le Major. Questi talenti sono diventati gli istruttori della generazione degli anni ‘00. Da qui Mike Quackenbush, Reckless Youth e Don Montoya emergono e creano la loro visione di fare pro wrestling grazie alla Chikara.
Il match in questione è il Main Event del primo show della federazione. Hero e Quack si sono conosciuti in IWA, condividono un amore per la storia della disciplina e per la scena tecnica messicana e inglese. Fanno dunque un favore ai tre allenatori, che spostano il giorno dell’evento per permettere al trio di lottare in realtà più grosse.
Il match è quindi un Trios tra la Black T-Shirt Squad di Quack, Youth e Montoya contro la Gold Bond Mafia di Hero, Punk e Cabana. Il match è molto divertente e mette in chiaro l’ideologia che si muove dietro la realtà. Hero e Quack scambiano il grosso delle sequenze tecniche, mentre Cabana e Montoya usano uno stile più lucha, nonostante la stazza. Infine Youth e Punk sono un po’ più egocentrici e pensano a mostrare le loro qualità. Alla fine l’incontro risulta omogeneo e con una narrazione Trios che ha fatto scuola; anche oggi vediamo in WWE o AEW molti aspetti introdotti qui.
Per questo è un incontro con un valore non solo storico ma anche stilistico che permette di assaporare l’evoluzione costante vissuta in quei periodi sul ring e che anche oggi viviamo.
Inserisco tutto l’evento.